Il Partito Democratico e la scissione dal mondo reale

di Francesco Fabiano – Dal punto di vista della comunicazione, la distanza tra la sinistra e la vita reale degli italiani, continua inesorabilmente ad aumentare. E’ interessante osservare come si snodi il dibattito, tutto fatto di codici, parole e chiave interpretative autoreferenziali, interno alla sinistra italiana.

Il nuovo candidato alla segreteria del PD, Michele Emilianosi presenta ai media con idee chiare e toni squillanti, non però nei confronti della sicurezza o della difficoltà di trovare lavoro, men che meno indicando possibili soluzioni al problema della infertilità degli italiani o del futuro dell’Europa ma mettendo subito al centro il vero obiettivo del suo agire politico: “Matteo Renzi ha sbagliato tutto, da lui danni gravi”.Annuncia quindi l’ immediata apertura di un nuovo sito web dal titolo:primailprogramma.it, titolo che è, esso stesso, tutto un programma. Il deputato Francesco Boccia, alleato di Emiliano in questa battaglia, arriva addirittura a minacciare le “Carte bollate”. E spiega nel dettaglio il suo ragionamento che chiunque di noi può ben comprendere. Ecco qui: “Per essere celebrato a fine anno, il congresso deve essere indetto il 15 maggio al massimo. Va da se che cosi le elezioni a giugno salterebbero”. Continua Boccia: “Se entro questa settimana non arrivano segnali dal segretario, cominciamo a raccogliere le firme tra gli iscritti per chiedere il referendum per il congresso anticipato e anche per un giudizio sull’operato della segreteria Renzi. Se non vogliono fare il congresso, almeno vediamo che ne pensa la base. Servono 13-14 mila firme per chiedere il referendum: le raccogliamo facilmente”. Chiaro no?

Nel frattempo Massimo D’alema agita le acque e propone una direzione di marcia che certifica la sua competenza e meticolosità: Spero che non si arrivi alla scissione. Ma se nella sinistra si formerà un nuovo partito sicuramente supererà il 10% dei voti. Lo dico perché ho fatto fare delle ricerche”. Bene. L’Italia tutta ora tira un respiro di sollievo.

Dal canto suo Pippo Civati non riesce a dare molte certezze, a partire dal nome del suo movimento (Possibile). Nonostante la freschezza e l’aria sbarazzina, tutta la sua comunicazione è infarcita di condizionali, periodi ipotetici, stupori, cose da immaginare, dubbi amletici, cose che non bastano, cose da non escludere e cose che (forse) bisognerebbe fare. “Mi stupisce che a sinistra tutti aspettino D’Alema, forse bisogna fare un passo verso il futuro, immaginare figure nuove. Emiliano leader? E’ fantapolitica, lui per ora si candida al congresso del Pd”. “Io non escludo un progetto unitario a sinistra – dice Civati -, ma non basta D’Alema per arrivare al 10 percento. Serve un progetto di governo serio, senza calcoli. Non vorrei che qualcuno stesse solo alzando il prezzo per contarsi all’interno del Partito Democratico”. Molto più distintivo il letterario ed evocativo Gianni Cuperlo che così si esprime sul rischio di fratture: “La scissione sarebbe un riflesso fuori tempo di un errore antico”.Una prosa oggettivamente splendida.

Fortunatamente è Pierluigi Bersani a prendere una posizione chiara e netta che possa fungere da bussola per l’intero popolo della sinistra e per gli elettori tutti: “A questo punto nulla è più scontato. Non minaccio e non garantisco nulla.”

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