Le “Parole Chiave” nella comunicazione politica

di Francesco Fabiano – Le campagne comunicative dei partiti politici, in vista delle elezioni del 4 marzo, stanno entrando nel vivo e tutti promettono tutto a tutti. Programmi con centinaia di punti e sotto-punti che, nella speranza di raccogliere il maggior numero di consensi e pescare in più bacini possibili, arrivano a proporre rimedi miracolistici, abolizioni di tasse a raffica e tentativi di accontentare ogni tipo di target e categoria di elettori. Ma i processi comunicativi (e le dinamiche percettive) in ambito sociale e politico, non funzionano così. Ogni messaggio, per massimizzare la propria efficacia, deve possedere 3 caratteristiche specifiche:
1) Chiarezza (immediata comprensione e facile decodifica)
2) Distintivita’ (originalità, innovatività, differenza dagli altri)
3) Coerenza (con la propria storia, la propria immagine e i propri punti di forza percepiti)

Un esempio di strategia comunicativa vincente e’ quella del neo eletto presidente francese Emmanuel Macron che, scegliendo le parole: “En marche” (in cammino) è riuscito a costruire una narrazione vincente sul futuro e sul progresso come soluzione ai problemi posti dalla globalizzazione. La moneta unica, le libertà civili, l’economia di mercato sono diventate mercanzia cool che di fatto e’ stata venduta meglio della paura (messaggio al centro della comunicazione del suo avversario, Marine Le Pen). Con la parola: “En marche”, Macron e’ riuscito a costruire una immagine positiva che ha catalizzato attenzione e fiducia degli elettori, proiettandoli verso una visione del futuro cosmopolita e vincente.

Un altro esempio sono le parole scelte da Donald Trump nella  recente campagna che lo ha visto, contro ogni pronostico, vincere le elezioni presidenziali americane. Il suo “Make America Great Again”, in realtà si rifà, al motto utilizzato da Ronald Reagan nella campagna presidenziale del 1980 (Let’s make America great again) e ripreso persino da Bill Clinton nella campagna presidenziale del 1992. Un richiamo forte e “trasversale” al risveglio dell’orgoglio americano, un sentimento così ampio e diffuso nel paese, che è riuscito a catalizzare desideri e auspici di tutti coloro che percepivano come preferibile una novità e un cambiamento radicale rispetto ad una continuità statica, se non decadente (l’usato sicuro, evocato dal suo avversario Hillary Clinton).

Anche alla luce di queste esperienze di successo internazionali, si rivelerà decisivo per le forze politiche italiane, con l’approssimarsi del rush finale della campagna elettorale, focalizzare i propri messaggi su poche “parole chiave”, che consentano di inviare un messaggio, chiaro, distintivo e innovativo agli elettori.

Proviamo a suggerire una “parola chiave” ad alcuni tra i principali leader politici italiani:

Berlusconi, la parola chiave e’: “Esperienza“. Esperienza di governo, esperienza nella crescita economica e nella capacità di creare ricchezza. Esperienza nella politica nazionale e internazionale.

Salvini, la parola chiave e’: “Cambiamento“. Cambiamento delle  politiche sulla sicurezza, cambiamento per una regolazione dell’immigrazione, cambiamento di rotta dell’Europa, cambiamento per  maggiori libertà economiche e individuali.
Di Maio, la parola chiave e’: “Rinnovamento“. Rinnovamento della classe dirigente, rinnovamento dei processi decisionali, rinnovamento della politica,  rinnovamento nei valori: per mettere in cima a tutto l’onesta e la normalità.
Renzi, la parola chiave e’: “Europa“. Europa come valori storici e culturali dell’occidente. Europa come ricerca scientifica e progresso tecnologico. Europa come futuro e lavoro per i giovani.
Adinolfi, la parola chiave e’ “Famiglia“. Libertà per le madri di scegliere tra lavoro, famiglia o entrambi. Difesa e protezione dei bambini, dei giovani, dei disabili e degli anziani. Valorizzazione della ricchezza principale italiana: la famiglia.
Grasso, la parola chiave e’: “Giustizia“. Equità sociale, rispetto delle regole. Riscatto per i più deboli, riequilibrio delle disuguaglianze, diritto ad un lavoro dignitoso per tutti

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